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CITTA' DI SEMIFONTE X SECOLO
Le origini della città di Semifonte risalgono al X secolo ad opera dei Conti Alberti, fondatori dell'Impero.
La collocazione della nuova città venne ben definita strategicamente nel cuore della Regione TUSCIA, sul più vasto altopiano tra Firenze e Siena, dove sgorgava un'imponente sorgente dal nome di SUMMA FONTE. La vallata sottostante, chiamata la Valle di Scheto aveva origini etrusche, era ben disposta al sole e particolarmente fertile grazie allo scorrimento dei due rami del Torrente Agliena, affluente del fiume Elsa.
Tra il X e il XII secolo la città di Semifonte, dopo alterne vicende, divenne molto importante non solo per numero di abitanti, ma grazie al rapidissimo sviluppo delle sue attività commerciali e culturali legate al grande movimento della via Francigena che collegava tutto il nord Europa con Roma.
Sotto la bandiera imperiale la città di Semifonte divenne terra di grandi Famiglie e grandi Cavalieri. Attorno a Semifonte nacquero numerosi borghi quali Magliano, Mercatale, Passignano, S. Appiano, Linari, Vico D'Elsa. Il suo Popolo contava ben 21 Chiese. La città di Semifonte batteva moneta e il suo STAIO COMMERCIALE era divenuto per tutte le città dei dintorni la misura di conto per i cereali.
Dante Alighieri ha memoria di questa città nella Divina Commedia, PARADISO (XVI, 61 e seguenti) dove egli stesso va alla ricerca della sua famiglia nativa di Semifonte.
L'importanza della città attrasse tuttavia gli interessi della città di Firenze che con l'obiettivo strategico di deviare il percorso della via Francigena per farla passare direttamente dal suo territorio decise la distruzione di Semifonte.
La guerra tra le due città durò molti anni. Semifonte, ben fortificata e guidata dal comandante longobardo SCOTUS, era inespugnabile e solo grazie a intrighi e tradimenti la Città venne conquistata nel 1202.
La resa di Semifonte fu conclusa presso Vico D'Elsa e i cittadini furono costretti dai vincitori a radere al suolo l'intera città, dalla imponente torre di Bagnolo, la più alta di tutto il territorio circostante, alla torre dei Leoni.
Con i resti della città successivamente vennero costruite le mura di Barberino Val D'Elsa.
Oggi a testimonianza della Città di Semifonte è visibile la "CUPOLA DI SAN DONNINO"
La cappella fu voluta nel 1597 da Giovan Battista Capponi in base alla deroga concessa da Ferdinando I dei Medici dopo quattro secoli dal divieto di costruire sul colle di Semifonte. E' di forma ottagona e imita il famoso modello del Brunelleschi di Santa Maria del Fiore, anche se in scala ridotta. Fu progettata da Santi di Tito e come altri esempi in Valdelsa è la testimonianza tangibile della potenza fiorentina che pone e dissemina i suoi più famosi modelli urbani allo scopo di segnare il territorio. Ha il duplice significato di edificio devozionale e di memoria, in quanto segnala il luogo dove sorgeva la città distrutta dai fiorentini e che la pirtà di un nobile fiorentino, il Capponi, volle, quasi per riscattare quei tragici eventi. Nella seconda metà del Cinquecento, infatti, si riscoprono fatti, avvolti in un alone mitico, che sono o vengono reputati alla base della nascita dello Stato fiorentino, si esalta, perciò, l'antica origine etrusca o si ricordano, come appunto in questo caso, le antiche guerre vittoriose. Anche il sistema costruttivo a doppia calotta ripete il modello fiorentino che cambia solo nelle finestre quadrate.
LOCALITA' VICO D'ELSA
Centro urbano di origine medioevale, sito in posizione strategica su un poggetto lambito dalla Francigena e in prossimità del ponte di San Galgano,che collegava la strada volterrana a Firenze passando per Semifonte. Conserva la struttura urbana di castello murato a forma di fuso con due spazi centrali e due vie parallele che si raccordavano in prossimità delle porte, oggi purtroppo scomparse. Sulle due piazze, ampie e accoglienti, si affacciavano edifici di antica nobiltà: Palazzo Torrigiani e Palazzo Brancadoro-Majnoni-Guicciardini con i rispettivi annessi e le cappelle di S. Michele e S.Bernardo. Vico fù alleata di Semifonte e vi si tennero, nel 1202, le trattative con i Sangemignanesi per liberare Semifonte dall'assedio dei Fiorentini, ma invano.Semifonte cadde e anche Vico subì l'egemonia dei Fiorentini, perdendo nei secoli a seguire ogni importanza politica.
LOCALITA' SANT'APPIANO
Il complesso monumentale di Sant'Appiano appare ancora oggi luogo di grande suggestione sia per la collocazione paesaggistica, sia per le memorie storiche che lo costituiscono. Collocato su un ameno poggetto e contornato da severi cipressi, il complesso si compone della Pieve Romanica, dalle rovine di un di un diruto edificio ottagonale, del chiostro, della canonica e di un gruppo di case lievemente discosto, costituenti il villaggio.
Non bisogna dimmnticare che S. Appiano si trova su una deviazione "volterrana" della Francigena, quindi sul cammino dei Pellegrini verso Roma.
Tra i beni monumentali visitabili ricordiamo:
La Pieve, Il Chiostro, La Canonica, Il Battistero.
LOCALITA' LINARI
E'un delizioso borgo fortificato di antichissima origine e di grande fascino per la sua posizione fra le verdi colline valdelsane, su un diverticolo della Francigena che porta verso Barberino.Nella parte alta del borgo,l'antica rocca, è sita la chiesetta di Santa Maria di impianto romanico. Il castello è organizzato intorno ad una via centrale lastricata che andava "da porta a porta".L'accesso nord è caratterizzato da una porta di gusto medievaleggiante riferibile ai primi del secolo, della stessa epoca anche il rimaneggiamento del palazzo-fattoria sito all'ingresso sud.
LOCALITA' TIGNANO
Su un isolato poggetto ( 334 m. ) dirimpetto a Barberino, con una vasta visuale sulla Valdelsa e sulla stretta valle del Drove, si colloca il pittorsco castello di Tignano. E' forse il più bell'esempio di centro "murato" della Valdelsa.
Il recupero del piccolo centro è opera recente e rispettosa del valore storico delle strutture che conservano ancora in piccolo i caratteri peculiari di un centro medioevale.
Originale la sua struttura circolare a castellare con piazza centrale. Gli edifici, costruiti sul perimetro esterno, sono da una parte "le mura" e dall'altra la facciata dei palazzi pubblici e privati che incorniciano la piazzetta interna.
LOCALITA' PETROGNANO-SEMIFONTE
Il borgo di Petrogano si distende sulle verdi colline a vigneto attorno alla strada che da Barberino porta a Certaldo. E' un grappolo di vecchie case sparse, disposte alla rinfusa intorno alla villa Capponi, ma se osserviamo bene vediamo che insieme alle case esistono torri in pietra per lo più mozze, con archi eleganti e finemente decorati.
Petrognano è il borgo di una città, una città scomparsa: SEMIFONTE.
All'interno del Borgo ricordiamo:
Villa Capponi, Il Crocifisso di Petrognano, Casa Torre Morello, San Pietro a Petrognano, Cappella della Fonte di Santa Caterina.
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